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Volantino Cisl sulla modifica del mercato del lavoro

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VOLANTINO_RIFORMA 3

 

La FEMCA CISL e l’art.8 della manovra economica

Con la nota del 5 settembre 2011 il Segretario Generale della FEMCA Cisl, Sergio Gigli, affronta la questione dell‘art. 8 della manovra economica predisposta dal Governo, da oggi in discussione in aula al Senato.

In questa nota, si sottolinea come la Cisl non abbia mai chiesto interventi legislativi sulle materie riguardanti le tematiche del lavoro. La Cisl ha, ad ogni modo, fatto pressioni affinché la norma voluta dal Governo non avesse effetti negativi sulla salvaguardia dei diritti dei lavoratori; pressioni che hanno poortato a far sì che la norma disponga che le deroghe alle leggi potranno essere sottoscritte solo ed esclusivamente dalle OO.SS. più rappresentative a livello nazionale, sventando così la possiblità di costituire sindacati di comodo nelle imprese.

Tuttavia, se pure la norma venisse approvata secondo il testo oggi noto, tutte le nostre strutture e tutti i delegati RSU aderenti alla FEMCA non firmeranno mai accordi in deroga all’art. 18 della Legge 300 del 1970.

La FEMCA Cisl, infine, come la Cisl tutta, cosciente dalla propria serietà e forza, respinge qualsiasi strumentalizzazione da parte della Cgil e di alcune formazioni politiche su presunti cedimenti in materia.   

Licenziamento: tre recenti sentenze della Cassazione

Segnaliamo tre recenti sentenze della Corte di Cassazione in tema di licenziamento.

 

Licenziamento per giusta causa e impianti audiovisivi – Sent. 6498/2011

Ai fini del licenziamento per giusta causa (furto in azienda) non si applica il divieto di monitorare l’attività dei lavoratori attraverso impianti audiovisivi. In questo caso, il controllo serve necessariamente a tutelare il patrimonio aziendale. Infatti, la decisione della Suprema Corte ha evidenziato ciò che è previsto dal comma 2, articolo 4, della Legge 300/1970 che evidenzia la possibilità di installare telecamere a fini organizzativi, produttivi e per la sicurezza sul lavoro.

 

 

Licenziamento e principi di “correttezza” e “buona fede” – Sent. 7046/2011

In merito al licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il datore di lavoro non è libero di mandare a casa chi vuole ma dovrà comunque rispettare i principi di “correttezza” e “buona fede”.

 

Il datore di lavoro, in particolare, dovrà improntare la sua azione alle regole di correttezza, in base agli articoli 1175 e 1375 del codice civile, che devono sempre regolare i rapporti tra le parti di un contratto. Per la Cassazione «pur nella diversità dei relativi regimi» vanno, perciò, ripescati i criteri previsti, all’articolo 5 della legge 223/1991 per i licenziamenti collettivi, nei casi in cui gli accordi sindacali non prevedano diversi e condivisi criteri di scelta.

 

Licenziamento per “uscite” del lavoratore durante la malattia – Sent. 6375/2011

E’ illegittimo il licenziamento intimato dal datore di lavoro per assenza del lavoratore dal proprio domicilio, durante il periodo di malattia, al fine di effettuare acquisti e altre attività quotidiane. La Suprema Corte ha evidenziato la mancanza della motivazione adeguata e logica circa la mancanza di prova di una violazione disciplinare a fondamento del licenziamento intimato.

 

Non si spiano gli accessi ad internet dei lavoratori – Cass. Lavoro n. 4375/2010

I programmi informatici che consentono il monitoraggio della posta elettronica e degli accessi ad internet dei dipendenti sono necessariamente apparecchiature di controllo da assoggettare alle condizioni di cui all’art. 4 dello Statuto dei lavoratori.

E’ quanto afferma la Cassazione con la Sentenza n. 4375/2010.

Per la decisione, la Cassazione ha richiamato il proprio orientamento secondo cui ai fini dell’operatività del divieto di utilizzo di apparecchiature per il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori previsto dall’art. 4 legge n. 300 del 1970, è necessario che il controllo riguardi (direttamente o indirettamente) l’attività lavorativa, mentre devono ritenersi certamente fuori dell’ambito di applicazione della norma sopra citata i controlli diretti ad accertare condotte illecite del lavoratore (cosiddetti controlli difensivi), quali, ad esempio, i sistemi di controllo dell’accesso ad aule riservate o gli apparecchi di rilevazione di telefonate ingiustificate (Cassazione n. 4746/2002).

Per ricevere il testo integrale della sentenza invia una mail all’indirizzo arinfemcacisl@gmail.com

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